Il viaggio del Signor Perrichon di Labiche: intreccio e personaggi

Il presente testo è tratto da Le voyage de Monsieur Perrichon, mise en scène et commentaires de André Barsacq, Éditions du Seuil, Paris 1954, pp.13-19. La traduzione è mia. Le immagini sono tratte dal volume stesso.

L’intreccio

Il viaggio del Signor Perrichon (scenografia atto I)

Il viaggio del Signor Perrichon (scenografia atto I)

Nel suo trattato sul Riso, Henri Bergson definisce nel modo seguente il procedimento utilizzato da Eugène Labiche per costruire le sue commedie: “L’autore fa in modo che alcuni dei suoi personaggi abbiano qualcosa da nascondere, siano costretti ad andare d’accordo, recitino una piccola commedia all’interno di quella grande; una delle due commedie scompiglia continuamente l’altra, poi le cose si sistemano e la corrispondenza tra le due serie viene ristabilita”.

Nel contesto del Viaggio del Signor Perrichon, l’intreccio principale è costituito dalla lotta amichevole tra due giovani, Daniel e Armand, che si contendono la mano di Henriette, figlia del Signor Perrichon.

Per raggiungere il suo scopo, ognuno dei due cerca, ricorrendo a una diversa strategia, di conquistare l’amicizia del Signor Perrichon, al punto che ci mettiamo ben poco a scoprire la vera natura del nostro eroe.

Ingrato, vanitoso e meschino, Perrichon mostra subito una predilezione per Daniel che, più astuto del rivale, sfrutta ogni occasione per stuzzicare la sua vanità.

Armand lo salva dalla morte e Perrichon, irritato dal debito di riconoscenza, non riesce a sopportarlo. Daniel si lascia volontariamente cadere in un crepaccio dando l’occasione a Perrichon di salvarlo da una brutta situazione e di dimostrare pubblicamente il suo coraggio, e da quel giorno Perrichon gli vuole bene e lo tratta come un suo protetto.

Ma il corso normale degli eventi è deviato dall’intreccio secondario che si innesta nel principale. Il Signor Perrichon ha avuto l’imprudenza di scrivere sul libro degli ospiti di un albergo di Montenvert che il Comandante Mathieu è un buzzurro. L’arrivo del Comandante nel corso del terzo atto e la provocazione in duello del Signor Perrichon scatena una serie di intrighi che sconvolgono il seguito dell’azione finché i due intrecci non finiscono per ricongiungersi. A quel punto, tutto si risolve. Il Signor Perrichon scopre la frode di Daniel e, accorgendosi un po’ tardi di essere stato beffato, concede la mano della figlia ad Armand.

Il sovrapporsi delle due tematiche nel corso della commedia offre a Labiche continui nuovi sviluppi. La velocità dell’azione viene sempre mantenuta. Appena lo spettatore inizia a ridere, Labiche non lo molla più, e non gli dà più la possibilità di riprendersi. Eppure l’autore non sacrifica mai la caratterizzazione dei personaggi alla volontà di far ridere, non cede mai alla tentazione di sfruttare una situazione per rendere i suoi personaggi più ridicoli, o ancora più grotteschi. La vita che infonde alle sue creature, instilla nell’opera un vigore e una linfa comica di cui sono riscontrabili pochi esempi nella storia del teatro.

Il viaggio del Signor Perrichon (personaggi)

Il viaggio del Signor Perrichon (personaggi)

I personaggi

Il personaggio centrale, attorno al quale è concepita l’intera commedia, è il Signor Perrichon. Abbozzandone vivacemente i tratti essenziali, Labiche ce lo presenta fin dal primo atto.

È un uomo ancora vigoroso, sulla cinquantina; gioviale e dinamico, questo tipico borghese non dubita di nulla, ed è proprio questa sua convinzione di essere superiore a renderlo ridicolo. Questo perché tutti i difetti da cui il personaggio è subissato potrebbero facilmente rendercelo odioso. Invece non lo è affatto; anzi, risulta quasi simpatico, perché ostenta le sue tare con profonda ingenuità e se ne vanta senza accorgersi di rendersi ridicolo ai nostri occhi.

Ritiratosi dagli affari dopo aver accumulato un certo patrimonio, Perrichon sarebbe propenso, per vanità, a dimenticare il senso del risparmio. Tuttavia, concedersi un viaggio in Svizzera con la famiglia è stato motivo di una decisione difficile. La figlia gli fa notare che era da due anni che lui prometteva alla famiglia tale viaggio, e lui le risponde sentenziosamente: “Figlia mia, dovevo vendere le mie proprietà, un commerciante non si ritira dagli affari con la stessa facilità con cui una giovane esce dal collegio”. Uno dei tratti essenziali del personaggio ci viene dunque subito svelato: come tutti i borghesi degni di questo nome, Perrichon ha il culto del denaro. Questo culto è radicato in lui, lo ha ereditato dai genitori: istintivamente è convinto che sia merito suo se la classe borghese da cui proviene è riuscita a impadronirsi delle leve di comando; inoltre, anziché nascondere questo suo atteggiamento come fosse un vizio, se ne vanta e cerca di trasmetterlo alla figlia.

Se prima del viaggio ha acquistato un taccuino, il motivo va ricercato non solo nel desiderio di scrivere le sue impressioni ma anche e soprattutto nella volontà di annotare le spese e tenerne un conto preciso. Risparmiare non è tutto, bisogna anche resistere a ogni tentazione di spesa, e soprattutto non bisogna mai prestare il proprio denaro. Alle suppliche dell’amico Majorin, venuto a batter cassa anche in stazione, Perrichon oppone una resistenza che l’amico riesce a vincere solo a fatica. Ma Perrichon, vergognandosi dell’involontaria generosità, gli fa subito promettere di non raccontare nulla a sua moglie:

Majorin: Capisco, è così avara!
Perrichon: Come, avara?
Majorin: Intendevo che è una donna molto scrupolosa!
Perrichon: Bisogna esserlo, mio caro!… Bisogna esserlo!

Il viaggio del Signor Perrichon (scenografia atto II)

Il viaggio del Signor Perrichon (scenografia atto II)

Questa scrupolosità, come la chiama lui, guida tutte le azioni del nostro eroe. Imbroglia in dogana per non pagare le tasse. E quando si tratta di preparare il pasto del rientro a Parigi, senza trascurare alcun dettaglio, scrive al domestico quanto segue:
Siccome è da tanto che non mangiamo pesce, lei (la cuoca) è pregata di comprare un piccolo rombo fresco… Se il rombo fosse troppo caro, è pregata di sostituirlo con un pezzo di vitello in casseruola.

Con simili principi, di cui va fiero, va da sé che il Signor Perrichon ha ottenuto un ottimo successo nella vita. Di conseguenza, il compiacimento che nutre verso se stesso non conosce limiti. Questo carrozziere arricchito è di una vanità incredibile, anzi, potremmo dire che la vanità e l’orgoglio sono i suoi tratti dominanti. Credendo di aver salvato Daniel da un pericolo mortale, si prende già per un eroe. Fa la ruota e vuole che quest’azione clamorosa sia ricordata dai posteri. Bisogna sentirlo descrivere il “salvataggio” con aria di superiorità per capire quanto ogni evento che solletica il suo orgoglio consolidi l’alta opinione che ha di sé.

In realtà, è molto pauroso. Basta che il Comandante lo minacci di sfidarlo a duello perché il bravaccio perda la sua superbia. Ma la ritrova immediatamente quando, dopo aver avvertito per lettera il commissario, crede di avere la certezza che il duello non avrà luogo.

Terribilmente ingrato ed egoista, è pronto a sacrificare la felicità della figlia solo per soddisfare la sua vanità; tuttavia, non manca di arguzia né di umorismo. Una volta scoperta la frode di Daniel, ingoia con coraggio il rospo e riesce a uscire abilmente dalla brutta situazione in cui si trova.

La Signora Perrichon Degna di suo marito, parsimoniosa quanto lui, ricopre un ruolo modesto all’interno della coppia. Se l’autorità del capofamiglia è incontestata, la moglie sa comunque giudicare il marito per il suo vero valore e, in caso di necessità, è disposta a dirgliene quattro quando si tratta di difendere la felicità della figlia. L’educazione provinciale che ha ricevuto le conferisce un certo gusto per il romantico che la rende sensibile alle lusinghe del sesso forte.

Henriette Fanciulla ingenua che possiede tutto il fascino della gioventù e che, nel rapporto con i suoi spasimanti, non manca di spirito.

Armand Un giovane dall’aspetto gentile, dotato di un solido patrimonio ma che, nonostante questo, ha saputo mantenere tutta la spontaneità e la freschezza tipiche della sua età.

Daniel Borghese elegante e piacente quanto il suo rivale che già inizia a capire come funziona il mondo. Il cinismo che dimostra e che ostenta senza vergogna nel terzo atto lo rende meno simpatico e meno “fresco” del giovane Armand.

Majorin L’unico personaggio malsano della pièce. Bilioso, meschino, malevolo, sembra essere stato introdotto di proposito da Labiche per mostrare fino a che punto i difetti del Signor Perrichon possono spingere una persona quando non sono, come invece accade nel caso del nostro eroe, mitigati da una buona dose di ingenuità.

Il viaggio del Signor Perrichon (scenografia atto III)

Il viaggio del Signor Perrichon (scenografia atto III)

Il Comandante Mathieu Il classico militare che si è visto spesso nel teatro di Labiche: violento, suscettibile, spendaccione, è l’antitesi del borghese ideale, il terrore di questi esseri pacifici che non vogliono essere disturbati nella loro tranquilla mediocrità.

Joseph Domestico astuto, fedele al suo padrone di cui deplora sinceramente gli errori.

Jean Cameriere nullafacente che detesta il padrone e lo giudica senza indulgenza. È ben contento delle numerose occasioni che gli si presentano per farsene beffe apertamente.

Questa voce è stata pubblicata in Eugène Labiche teatro e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.