L’avvocato Loubet di Labiche e l’aneddoto legato a un cappello

Il presente frammento è tratto dal quotidiano L’Univers del 05 aprile 1889. L’autore è Henri Meilhac. La traduzione è mia.

Eugène Labiche, dopo il dignitoso successo ottenuto con la sua prima pièce, decise di scriverne una seconda: L’avvocato Loubet. In questo caso non si trattava di un vaudeville ma di un dramma; l’azione si svolgeva agli inizi del XVII secolo. Era la storia di una marchesa che decide di uccidere la sua rivale. […]

L’aneddoto riguardante questo testo è stato raccontato molto spesso ma mi è impossibile, in questa specifica occasione, non narrarlo a mia volta. L’avvocato Loubet fu presentato al Teatro del Panthéon che, come tutti i teatri, aveva un suo direttore ma, cosa ben più rara, aveva anche un comitato di lettura composto da quattro/cinque persone. Il direttore, quando non si divertiva a dirigere il teatro, faceva il cappellaio; i quattro/cinque membri del comitato di lettura erano anch’essi cappellai; il direttore li aveva selezionati tra i suoi colleghi di lavoro. Fu al cospetto di un simile comitato che Labiche fu invitato a leggere la sua pièce: entrò, salutò, posò il cappello sul tavolo, si sedette, si schiarì la voce con un colpetto di tosse e iniziò la lettura. Giunto a metà del primo atto, il suo vicino, membro del comitato, afferrò distrattamente il cappello che egli aveva posato sul tavolo, ne osservò la fodera, fece una smorfia e lo passò al collega che gli stava accanto; il collega osservò a sua volta la fodera e fece anch’egli una smorfia. Di mano in mano, il cappello fece il giro dell’intero tavolo per poi essere ricollocato al suo posto giusto nell’istante in cui Labiche ultimava la lettura del primo atto. Gli fu detto che era inutile proseguire oltre e che il testo era stato rifiutato. Labiche non provò in alcun modo a insistere, aveva capito perfettamente: il direttore e i membri del comitato erano cappellai della rive gauche; Labiche acquistava i suoi cappelli sulla riva droite.

L'avvocato Loubet (una scena del secondo atto)

L’avvocato Loubet (una scena del secondo atto)

Malgrado la delusione, la fortuna non lo abbandonò. Poco tempo dopo, infatti, il teatro del Panthéon passò nelle mani di un altro direttore. L’avvocato Loubet fu accettato e messo in scena con buon successo sia a Parigi che nelle città di provincia. Labiche accompagnò la sua pièce in quella che fu la sua prima tournée: lesse il suo nome sui manifesti e sentì gli applausi, più o meno scroscianti, di tutto quel variegato pubblico. Ed è probabile che siano stati proprio quegli applausi intermittenti a impedirgli, per un certo numero di anni, di dare retta a quella vocina interiore che gli diceva: “Lascia perdere la gente dei tempi andati e guarda le persone che ti circondano; lascia stare una volta per tutte le marchese e pensa piuttosto ai cappellai!”, e infatti, in seguito, sarebbe arrivato Un cappello di paglia di Firenze.

Il testo de L’avvocato Loubet è disponibile in lingua francese sul sito della Bibliothèque Nationale de France.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Eugène Labiche teatro e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...